Stone

I primi anelli in acciaio li ho realizzati lavorando con Augusto, era il 2003. In quel periodo passavo la giornata in fabbrica come saldatrice, mentre alla sera spesso mi ritrovavo a lavorare altre tre o quattro ore nello studiolo di Augusto... per ora su di lui accontentatevi solo di alcuni cenni...

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stone - l'ispirazione

I primi anelli in acciaio li ho realizzati lavorando con Augusto, era il 2003. In quel periodo passavo la giornata in fabbrica come saldatrice, mentre alla sera spesso mi ritrovavo a lavorare altre tre o quattro ore nello studiolo di Augusto... per ora su di lui accontentatevi solo di alcuni cenni...
Studiolo: una parola importante... eravamo in questa piccola officina, una stanzetta, piena di attrezzi meccanici, strumenti e materiali: morsa, spazzolatrice, pinze, ganci, stampi, trance, colle, resine, pigmenti, ossa... materiali di ogni tipo. Banco da lavoro che a chiamarlo “entropia” ancora non rende bene l'idea... Parlavamo e lavoravamo, fino a notte fonda, ascoltando musica, coi gatti che entravano e uscivano e le cagnoline che dormicchiavano in qualche angolo; lo studiolo era, ed è, in campagna, la campagna veneta, quella campagna con tanta nebbia. Tra i vari materiali c'erano alcuni tubi di acciaio, AISI 316 e 304. Sono due leghe di acciaio che si usano per gioielli e orologi dal momento che non causano allergie o intolleranze cutanee. Quei tubi, tagliati col flessibile, sono diventati i primi anelli delle collezioni Neat e Stone. Anelli fatti di acciaio scavato, martellato, levigato e abraso con strumenti da metalmeccanico (attrezzature che uso anche adesso a dirla tutta), e poi rifiniti con pazienza e attenzione maniacale utilizzando la strumentazione da orafo. La percezione del tempo e delle cose si dilatava e cambiava, passavano le ore senza sentire la fatica o la stanchezza.

L'ispirazione

“I ritmi creano lo spazio e il tempo, li materializzano. I ritmi creano anche le forme. Le percussioni ritmiche, ripetute a lungo, son presenti fin dalle origini....Per Leroi-Gourhan la percussione, sia essa lineare, puntiforme o diffusa, è il solo messo in cui l'uomo dispone di tutte le attività che costituiscono il meglio della sua intelligenza tecnica: fendere, martellare, tagliare, levigare, dividere la materia e ricomporla, dando luogo a una sintassi figurativa. In ciò non vi è solo l'aspetto 'violanto', ma vi è innanzitutto una domanda di contatto, un'esperienza sensoriale. La percussione è infatti un toccare, è ricerca di contatto. Perché la domanda che sempre l'uomo si pone di fronte alla materia è: 'come prendere contatto'?” (Eleonora Fiorani, Leggere i materiali, con l'antropologia, con la semiotica). A distanza di anni, sono cambiate alcune cose. Oggi il mio lavoro è pensare a come far esistere un oggetto, è dare senso alla materia. La maggior parte dei pezzi della collezione Stone o Neat, ancora oggi li ricavo riutilizzando pezzi di lavorazioni industriali, mentre se devo ricavare misure o pezzi particolari uso materiale nuovo. Da qualche anno, oltre all'acciaio AISI 316 L, o 304 ho iniziato a usare anche il Titanio. Stone è una collezione nata lavorando sulla sensazione che trasmette la materia e la lavorazione della sua superficie. Quasi come l'acqua o il vento che modellano gli elementi naturali, così le mani, attraverso l'utilizzo degli strumenti adeguati, hanno dato forma a queste collezioni, che trovano in materiali come titanio e acciaio anallergico sintesi ed espressione.
Ogni pezzo è unico, ogni pezzo ha in sé scultura, luce, trasformazione, forza, tecnica. “Non è questione di forza Laura, ma di tecnica” Cit. Augusto Gentile.

La scelta del materiale: Acciaio e titanio

L'acciaio è una lega fi ferro e carbonio, uno dei materiali della civiltà moderna, il materiale dell'affermazione industriale, è il metallo contemporaneo che con le nuove tecnologie ha contraddistinto parte dell'epidermide urbana, il metallo 'eterno'. Usato e abusato nella gioielleria e nella bigiotteria. La lega maggiormente utilizzata è l' AISI 316L (viene usato anche il 316 e il 304), un acciaio al Cr-Ni-Mo a bassissimo tenore di Carbonio, austenitico, non temperabile, amagnetico; presenta un' ottima resistenza alla corrosione intercristallina. L'acciaio è utilizzato nei settori più svariati, e rappresenta sicuramente una garanzia di durata e di forte resistenza alla corrosione e all'ossidazione. E' tenace, duttile, malleabile, incombustibile, a differenza del ferro è anallergico e quasi inalterabile. Lavorare con questo metallo è difficoltoso ma mi ha sempre attirato l'idea di forza che emana e il fatto che il corpo lo tolleri.

Il Titanio è leggero, resistente, di colore bianco metallico, resistente alla corrosione, quasi quanto il platino. Resistente come l’acciaio ma il 40% più leggero. Viene utilizzato per inserti chirurgici nel corpo perché anallergico e biocompatibile dato che presenta una porosità superficiale analoga a quella dei tessuti umani: risulta fisiologicamente inerte. La colorazione anodica del titanio è un processo che permette di ottenere diverse tonalità di colore senza utilizzare alcun tipo di vernice o pigmento garantendo in questo modo ottima biocompatibilità dei manufatti trattati. Acciaio e titanio sono totalmente riciclabili. Ogni pezzo è lavorato e rifinito manualmente.

La lavorazione

Il titanio e l'acciaio presentano caratteristiche simili nella lavorazione, che per entrambi risulta difficoltosa se non viene gestita con gli strumenti e le tecniche adeguate. Gli anelli li ricavo segando i tubi, oppure da lastre, con taglio CNC. I pezzi di tubo tagliati, grezzi, uno a uno vengono lavorati, passati su mole di acciaio, limati, scavati, con gesti sempre diversi, seppur simili. Le abrasioni e le sfaccettature levigate che emergono danno vita a piccole sculture di acciaio e titanio. Osservando le forme si alternano superfici ruvide e spigoli a elementi morbidi e sinuosi, e valorizzo quelli che danno maggiore carattere all'oggetto. “Fin dall'inizio le tecniche di fabbricazione si collocano in un ambiente di ritmi, a un tempo muscolari, uditivi, visivi derivati dalla ripetizione di gesti d'urto. Il movimento del segare deve essere contemporaneo perché il martellamento del ciotolo è destinato a renderlo tagliente, e quello della raschiatura non deve essere meno antico. IL martellamento esige percussioni oblique lanciate che fino ad oggi e in tutte le culture hanno costituito una parte essenziale delle tecniche”. (Leroy-Gourhan, Il gesto e la parola) Su spessori sottili si possono ottenere disegni e forme col taglio ad archetto manuale, mentre su spessori importanti i tagli iniziali si ottengono col laser o col taglio ad acqua. Gli anelli, i bracciali, i pendenti hanno tutti un'autonomia formale: ogni pezzo è unico e irripetibile. Ciascun gioiello è marcato tramite incisione laser con il logo “Auralma” e con eventuali dediche personalizzate, per poi essere eventualmente colorato. Questi gioielli, essendo fatti con metalli atossici e tollerati dalla nostra pelle, possono essere indossati al naturale, senza bisogno di ulteriori trattamenti. Le colorazioni offerte sono un elemento che contribuisce ad arricchire la gamma dei modelli e, nelle parti lucidate, mantiene la durevolezza della finitura nel tempo.

La colorazione


Le colorazioni del titanio sono molto belle, tipiche e peculiari. Le tinte che assume questo metallo avvengono per ossidazione anodica, un processo elettrolitico realizzato allo scopo di ispessire il film di ossido naturalmente presente sul titanio e altri metalli (come anche l’alluminio) in modo da migliorarne la resistenza alla corrosione e all’abrasione, o per valorizzarne le caratteristiche estetiche. La colorazione tradizionale del titanio per ossidazione anodica, si effettua immergendo il pezzo da ossidare in una soluzione elettrolitica in un circuito a corrente continua. Questo metallo, all'interno del circuito, scambia corrente in senso anodico nella soluzione elettrolitica, ricoprendosi di una pellicola d’ossido dal cui spessore dipende la tinta che assume. Pur essendo molto semplice ottenere i colori alla superficie del metallo, per ottenerli intensi e luminosi è necessario seguire accuratamente specifiche modalità di ossidazione. Inoltre modificando la finitura superficiale del titanio è possibile cambiare notevolmente la sensazione cromatica. È importante sottolineare che i colori che appaiono alla superficie del titanio, per effetto dell’ossidazione anodica, non sono dovuti alla presenza di pigmenti bensì al fenomeno dell'interferenza. Portando il potenziale applicato nel processo di ossidazione da qualche volt a 140 volt, questo spessore passa da qualche nanometro, cioè da qualche milionesimo di millimetro, a più di 300 nanometri, e i colori cambiano secondo la sequenza: giallo – porpora – blu – azzurro – argento – giallo – rosa – violetto – turchese – verde – verdegiallo – rosa – verde con un’infinità di tinte intermedie.

Il processo

I film di ossido che danno colori di interferenza non si producono solo per ossidazione anodica, anche se questa rimane la via maestra per ottenerli. Film colorati di questo tipo si possono produrre anche ad alta temperatura per reazione con l’ossigeno, e non solo su titanio ma su molti altri metalli. Sono di interferenza, ad esempio, le tinte che si vedono spesso in vicinanza delle saldature, sulla superficie dei trucioli prodotti dalla lavorazione al tornio, sui pezzi sottoposti a trattamenti termici o che operano ad alta temperatura. E, se lasciamo il campo dei metalli, sono di interferenza anche i colori iridescenti dei film di olio sull’acqua, delle bolle di sapone, delle piume di certi uccelli (quelle del pavone ad esempio), delle ali di certe farfalle o il corpo di alcuni insetti. L'acciaio anallergico è sovente mantenuto nel suo aspetto naturale. Alcuni pezzi vengono trattati al PVD (Physical Vapour Deposition ), sfruttando una gamma di colorazioni interessanti (argenteo chiaro e scuro, dorato, nero, ecc). Il trattamento PVD consiste nel deposito di riporti metallici superficiali in forma di film molto molto sottili (con spessori che possono essere di pochi decimi di µm fino a raggiungere valori più importanti a seconda delle esigenze), depositati con tecnologie altamente innovative. Si depositano vari elementi come zirconio, titanio, titanio-alluminio, cromo e altri, in miscela con gas come azoto, ossigeno, acetilene, metano. Queste combinazioni permettono di ottenere durezze superficiali molto elevate e resistenza alla nebbia salina, corrosione ed aggressione da agenti atmosferici, prodotti ad uso industriale (solventi) e domestico (detersivi e detergenti vari) al di sopra dei comuni standard. Gli oggetti trattati col PVD sono completamente atossici totale e l'impatto ambientale del ciclo produttivo è praticamente assente.