Bugs

Nel 2011 nasce la collezione Bugs: una serie di gioielli la cui forma prende ispirazione dalla natura, e nello specifico, dall'entomologia, dagli insetti. In particolare mi interessava la quiescenza: il fragile e delicato passaggio dallo stato giovanile a quello adulto delle crisalidi di lepidottero che, durante questo periodo di mutazione, rimangono immobili e non si nutrono, prive di protezione.

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bugs - l'ispirazione

Nel 2011 nasce la collezione Bugs: una serie di gioielli la cui forma prende ispirazione dalla natura, e nello specifico, dall'entomologia, dagli insetti. In particolare mi interessava la quiescenza: il fragile e delicato passaggio dallo stato giovanile a quello adulto delle crisalidi di lepidottero che, durante questo periodo di mutazione, rimangono immobili e non si nutrono, prive di protezione. Le crisalidi anoiche di lepidottero in natura sono spesso aggrappate a dei supporti, in genere gli steli delle piante, col capo rivolto in basso, attraverso sottili fili in seta che le avvolgono, oppure rimangono sospese per mezzo di uncini (detti cremaster) ad un intreccio di fili sericei che avvolgono il supporto. Quest'immagine mi è rimasta impressa e l'ho reinterpretata attraverso le forme dei collari rigidi, dei pendenti e degli anelli che si aggrappano e al nostro corpo come immobili oggetti da contemplare in un'indifesa immobilità che contiene la vita nel suo divenire e dischiudersi. "Crisalide, simbolo del luogo della metamorfosi... più che un involucro protettore, rappresenta uno stato transitorio fra due momenti del divenire, un periodo di maturazione. Essa implica la rinunzia al passato e l'accettazione di un nuovo stato, condizione della realizzazione. Fragile e misteriosa come una gioventù ricca di promesse ma dalla quale non si sa esattamente cosa scaturirà, la crisalide ispira rispetto, cura e protezione: è l'avvenire imprevedibile che si forma." (Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dizionario dei simboli)

La scelta del materiale

La scelta del materiale I materiali utilizzati in questa collezione sono due: l'alluminio anticorodal e il titanio, due metalli accomunati dalla leggerezza. Il primo è utilizzato per applicazioni architettoniche, infissi e mobili, per mezzi di trasporto, per attrezzature industriali, profilati. E' totalmente riciclabile. Il secondo è un metallo estremamente interessante, molto duro, resistente alla corrosione, biocompatibile e completamente tollerato dal corpo, per questo utilizzato negli inserti chirurgici. Presenta porosità superficiale analoga a quella dei tessuti umani e risulta fisiologicamente inerte. Il titanio viene impiegato soprattutto in campo aerospaziale e navale, nella costruzione di apparecchiature chimiche, di motori a turbina, e in campo medico per protesi.

La lavorazione

La lavorazione. Gli schizzi iniziali e i bozzetti, disegnati velocemente a mano come appunti in agenda, vengono ridisegnati, dimensionati e preparati per essere trasferiti sulle lastre metalliche. Il disegno, che inizialmente traforavo a mano, viene ora realizzato su lastre di metallo tramite lavorazione a controllo numerico. A seconda che il metallo sia alluminio o titanio, viene lavorato tramite frese che asportano il materiale, oppure con taglio ad acqua, o ancora, tramite taglio laser. Al disegno sviluppato sulla lastra in piano, succede la messa in forma del materiale in appositi stampi battendolo manualmente fino a ottenere la forma e la misura desiderate. E' una fase delicata sia per la complessità e dimensione del disegno, sia per lo spessore della lastra; può accadere infatti che l'alluminio si crepi o si rompa. Il titanio invece è molto duro, e la sua lavorazione è estremamente difficoltosa, pari a quella dell'acciaio inossidabile. Diciamo che lavorare l'alluminio battendolo a mano, o forgiare il titanio, riporta alla dimensione atavica del fabbro.L'oggetto, dopo esser stato messo in forma, viene rifinito lungo ogni linea con apposite lime e spazzole per togliere eventuali eccessi di metallo da tutti i bordi. Segue la spazzolatura con grane differenti per ottenere una superficie omogenea da satinare o micropallinare.

La colorazione dell'alluminio

L'alluminio viene colorato con colorazione anodica, certificata nichel free, in apposite strutture industriali, oppure tramite verniciatura a polveri termoindurenti. Questi trattamenti prevedono diversi passaggi. Nel processo di anodizzazione, ogni pezzo viene dapprima sgrassato e pulito, per poi essere immerso in un bagno chimico, all’interno del quale avviene il processo di anodizzazione artificiale che permette ai pori dell’alluminio di aprirsi; l'oggetto in alluminio viene poi colorato per immersione in un bagno di ossido di metallo. Infine i pori dell’alluminio vengono richiusi attraverso un bagno di vapore. In natura l’alluminio reagisce spontaneamente con l’ossigeno per formare uno strato superficiale protettivo; il processo naturale è, però, molto lento. Per mezzo dell’ossidazione anodica, sulla superficie dell’alluminio, si deposita uno strato di ossido in modo controllato e uniforme. Si crea così uno strato protettivo perfettamente liscio, trasparente e molto duro che preserva le caratteristiche del metallo e impedisce la corrosione. Nella verniciatura a polvere, dopo la prima fase di sgrassatura e pulitura, viene applicata la polvere colorata a spruzzo su tutta la superficie del pezzo che viene poi ricoperto da una carica statica per garantire la perfetta adesione dei pigmenti. Si passa infine all'essiccazione all’interno di appositi forni: in questo modo la polvere si fonde in una finitura d’altissima qualità. L' alluminio verniciato o anodizzato è in grado di resistere ai raggi UV senza perdere le sue caratteristiche.

Le colorazioni del titanio

sono tipiche e peculiari. Le tinte che assume questo metallo avvengono per ossidazione anodica, un processo elettrolitico realizzato allo scopo di ispessire il film di ossido naturalmente presente sul titanio e altri metalli (come anche l’alluminio) in modo da migliorarne la resistenza alla corrosione e all’abrasione, o per valorizzarne le caratteristiche estetiche. Pur essendo molto semplice ottenere i colori alla superficie del metallo, per ottenerli intensi e luminosi è necessario seguire accuratamente specifiche modalità di ossidazione. Inoltre modificando la finitura superficiale del titanio è possibile cambiare notevolmente la sensazione cromatica. È importante sottolineare che i colori che appaiono alla superficie del titanio, per effetto dell’ossidazione anodica, non sono dovuti alla presenza di pigmenti bensì al fenomeno dell'interferenza.

Il gioiello colorato viene poi marcato tramite incisione laser con il logo “Auralma” e con eventuali dediche personalizzate.